Il Calabrone: Oktoberfest Gasperina

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A Gasperina Oktoberfest con tarantella.
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Oktoberfest con tarantella a Gasperina.

di Lara Loiero

Se qualcuno si aspettava di trovare birra tedesca servita nei bierzelte, o uomini in tracht e donne con il drindl di certo è rimasto deluso. Perché nonostante il nome la festa era tutta italiana e ancor di più incentrata sulla cultura del sud

Per chi ama le uscite serali il passaggio dall’estate all’autunno non è un periodo piacevole. A parte il cambiamento climatico quello che davvero destabilizza è il cambiamento di abitudini. Se d’estate si esce più spesso e si ha la possibilità di scegliere cosa fare per divertirsi, d’inverno (per noi da settembre a maggio), le opzioni si riducono drasticamente. Si passa dal lungomare alle piazze, dai lidi ai pub, dalle discoteche all’aperto, dove almeno si respira, a quelle al chiuso, dove si balla col rischio di una crisi claustrofobica.
Tempi difficili. Chi lavora o studia non aspetta altro che il venerdì o il sabato per uscire, si crea aspettative che spesso restano tali, senza riscontro. Mancano i locali e manca la gente. Non solo partono i turisti, vanno via anche gli studenti e i lavoratori. E quelli che restano? Che fine fanno? Se le pizzerie sono piene, ma dopo mezzanotte in strada non c’è più nessuno, non è perché sono tutti come Cenerentola. Il problema è che la gente esce solo quando trova la motivazione giusta.
Una cosa che funziona, e tanti comuni se ne stanno accorgendo, è la festa di paese. Se di strutture adatte ad organizzare eventi ce ne sono poche, di piazze i nostri paesi sono ben forniti. Forse la cosa che manca davvero è il coraggio, da parte delle amministrazioni, delle associazioni e delle Pro Loco che organizzano eventi, di dare un’impronta stilistica originale a quello che viene organizzato. Ad esempio, il 13 ottobre si è svolto a Gasperina l’Oktoberfest. Una manifestazione ben riuscita, con una buona risposta anche da parte delle persone dei paesi vicini. Ma se qualcuno si aspettava di trovare birra tedesca servita nei bierzelte (tendoni della birra), o uomini in tracht e donne con il drindl (i costumi tradizionali bavaresi) di certo è rimasto deluso. Perché nonostante il nome la festa era tutta italiana e ancor di più incentrata sulla cultura del sud. La birra non era la Paulaner o la Hacker-Pschorr ma una Peroni servita a prezzo più che ragionevole, accompagnata per chi voleva da panino con salsiccia, la nostra, o pizza, hot-dog, kebab e a fine serata pennette alla calabrese.
La serata è stata presentata da Domenico Milani, conduttore noto al pubblico del basso jonio per i suoi programmi su Video Calabria, ed è stata seguita anche da Radio Juke Box che l’ha trasmessa in diretta radiofonica. Sul palco si sono alternati artisti diversi. Nella prima parte della serata la musica è stata quella dei Rewanax, un gruppo di giovani nato proprio a Gasperina che suona ormai da otto anni in tutto il comprensorio. La band ha scaldato gli animi grazie al suo entusiasmo e ad una scaletta coinvolgente composta da cover e brani originali. In seguito il comico Pietro Procopio ha fatto sorridere gli spettatori grazie ad aneddoti e storie divertenti ispirate alla vita dei nostri paesi.
Nella seconda parte della serata, quando il pubblico era ormai carico, è iniziato il tanto atteso concerto di Eugenio Bennato. L’artista è riuscito a far ballare tutto il pubblico non solo grazie alle sue canzoni tratte dall’ultimo album Sponda Sud, ma anche con pezzi di repertorio e brani della cultura calabrese. Il cantautore napoletano ha voluto omaggiare i tanti anonimi artisti che hanno creato quelle canzoni radicate nella tradizione popolare.
Eugenio Bennato e la sua band multiculturale, grazie alle voci particolari, alla musica fatta di suoni primordiali che inducono alla danza e ai testi che narrano storie, le nostre storie, sono riusciti a lasciare un messaggio importante che ha dato un senso all’intera serata. La cultura del sud non deve essere una cultura piatta, volta alla globalizzazione, al contrario deve partire dalle proprie radici e tradizioni fino ad arrivare a popoli lontani per riconoscerne le somiglianze e apprezzarne le differenze. Un messaggio che è diventato anche un progetto concreto grazie a Taranta Power, un movimento, creato da Bennato nel 2000 che, tramite stage, scuole di musica, concerti e Festival, restituisce al mondo l’immagine di una cultura italiana che nasce dalle nostre radici e prescinde dalle mode.
Le danze sono continuate fino a notte inoltrata anche dopo il concerto di Bennato grazie al gruppo folkloristico I Tarantuli, anche loro di Gasperina. Insomma, una serata improntata sul caldo sud... che bisogno c’era di chiamarla Oktoberfest?
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