Il Calabrone: persepolis

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Persepolis
 

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Persepolis
di Luna Loiero

  

Non è semplice fare uso dell’ironia quando si racconta una storia, soprattutto quando non si tratta di una storia qualunque, ma della Storia con la S maiuscola, quella studiata nei libri di scuola, quella contemporanea dei conflitti irrisolti, delle vittime civili, dei regimi che spargono sangue e dei “portatori di democrazia” che fanno altrettanto. Ancor meno lo è quando la Storia con la S maiuscola concide con la propria storia personale, con la s minuscola, ma più dolorosa e sofferta.

Eppure c’è chi la guerra la fa con le bombe e chi usa l’arma dell’ironia, chi impugna una matita per esorcizzare il dolore e la paura e magari nella speranza che una storia possa cambiare la Storia, quella di oggi o di domani ovviamente, perché quella di ieri si può solo raccontare.

E’ il caso della fumettista iraniana Marjane Satrapi che in quattro volumi ha raccolto quattordici anni della sua esistenza e quattordici anni di trasformazioni del suo paese e del suo popolo. La graphic novel intitolata Persepolis, dal nome dell’antica capitale persiana, narra il faticoso passaggio dell’autrice dall’infanzia, all’adolescenza e poi all’età adulta e parallelamente l’altrettanto faticoso mutare degli eventi di un paese oppresso da un regime fondamentalista e distrutto da otto anni di guerra con l’Irak.

Marjane ha dieci anni quando per le donne in Iran torna ad essere obbligatorio il foulard: è l’inizio della rivoluzione islamica ispirata all’ayatollah Khomeini e la fine delle libertà individuali per un intero popolo.

La piccola protagonista, nata in una famiglia borghese e di idee progressiste, è abituata a studiare e a giocare in libertà  anche con i maschietti, sogna di diventare un profeta ed è curiosa e vivace. Non riesce proprio a comprendere il senso delle nuove “regole” imposte così all’improvviso.

Cresce tra libri, discussioni politiche e musica punk, ponendosi mille domande e non accettando passivamente le assurde e spesso contraddittorie risposte del mondo ottuso che la circonda. Così all’età di quattordici anni i genitori, fieri ma preoccupati per il suo carattere ribelle, decidono di mandarla a studiare a Vienna.

Nell’aperta e libera Europa però, Marjane dovrà fare i conti con altre difficoltà. Non solo con la nostalgià per i propri affetti e per la propria terra, ma anche con la diversità. L’ambiente in cui si ritroverà, infatti, non risulterà così libero e aperto e l’integrazione risulterà più difficile del previsto.

Le critiche della Satrapi quindi non sono a senso unico: l’attacco non è solo nei confronti del fondamentalismo, del maschilismo, del conformismo della società iraniana, anche il mondo occidentale si rivela in tutto il suo razzismo, nella scarsa propensione all’accoglienza, nella paura del diverso, intrappolata nel pregiudizio e nei luoghi comuni.

Dopo l’esperienza austriaca, l’ormai diciottenne protagonista fa ritorno nel suo paese, ma non riesce ad adattarsi alla nuova realtà, risultato di anni difficili ed eventi catastrofici. Da qui la scelta, questa volta autonoma e consapevole, di emigrare definitivamente in Francia rinunciando a una parte di sé per la libertà.

Il fumetto della Satrapi racconta, alternando tragedia a ironia, piccoli eventi quotidiani influenzati dai grandi eventi della storia e lo fa in maniera sincera e diretta, anche nello stile. I colori usati sono il bianco e il nero, talvolta il grigio. Il disegno è semplice, “brutto” se vogliamo, ma efficace. Niente di complicato: perché in fondo è già abbastanza complicata la vita!

Persepolis è il primo e forse unico fumetto iraniano mai pubblicato e ora è anche un film d’animazione diretto dalla Satrapi con la collaborazione di Vincent Paronnaud.

La pellicola segue fedelmente il fumetto originale anche per quanto riguarda lo stile: il bianco e nero si tinge di colore solo nella parte finale, ambientata a Parigi, per rappresentare la gioia e la spensieratezza ritrovata nella capitale francese.

Presentato al Festival di Cannes 2007, Persepolis ha vinto il Premio della Giuria: non capitava dai tempi di Dumbo. E ora la Francia lo ha scelto per essere rappresentata agli Oscar 2008.

L’uscita nelle sale italiane è prevista per il 22 febbraio e le voci dei protagonisti sono di Sergio Castellitto, Paola Cortellesi e Licia Maglietta.

Un fumetto da leggere, un film da non perdere!

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