Introduzione di Luna Loiero
Difficile pensare che la donna di cui ormai resta solo un ricordo avesse poca importanza nella vita di chi la rammenta in versi. La sua immagine è anche l’immagine di “pezzetti di vita” condivisi, è l’immagine di un amore. Un’immagine sbiadita però, non a causa del tempo, ma piuttosto del dolore che l’accompagna. Fa soffrire un amore corrisposto a metà, frenato dalla paura mai ammessa e dall’incapacità dell’altra persona di vivere il nostro stesso sogno. A questa donna del passato l’autore chiede di scomparire per sempre dalla sua mente come ricordo e dalla sua vita come simbolo dell’amore superficiale. Come il mare perde il significato che ha per noi se ne consideriamo solo la pura e semplice “materia” (acqua e sale amaro), così l’amore non può dirsi tale se è ridotto a puro piacere fisico e a parole smielate. Come l’autore, probabilmente tutti vorremmo sentirci Re in un rapporto, vorremmo essere messi su un piedistallo anche a rischio di apparire superbi quando più semplicemente chiediamo la certezza di avere in mano il cuore della persona a cui abbiamo dato il nostro.
Quando ho visto il ricordo di quella donna,
ho raccolto piccoli pezzetti di vita
sciogliendomi in un autunno di foglie cadenti
e glorificandomi della più grande e nobile virtù.
Non mi sono voltato che per un secondo
e l’immagine sbiadì nei suoi retroscena
spalleggiando astutamente i suoi sorrisi
e mancando il suo inguaribile timore.
Se la paura ti vuole amante crudele
e l’ignominia ti rende vile e codarda,
non hai che da scegliere te stessa
nella penombra raggelante di un sogno mai fatto.
Io ti ascolterò ruggire e acclamare,
e imparerò a riconoscerti tra le mille voci della notte,
ma non rincorrerò il guerriero uccisore
e non mi chiederai, urlando, di farlo.
Quando ho visto il ricordo di quella donna
non ho fatto altro che piangere
e mi sono steso al sole ad accarezzarmi la pelle
sperando, o implorando, che mi riesca di smettere.
Non oso cercare pace tra i dettami del sesso
e tra il finto miagolare di parole d’amore,
ma chiedo presuntuosamente un trono da Re
ed il sospetto della conquista del mondo.
Non mi viene in mente più il mare,
se di acqua è fatto e di sale è amaro,
continuo a combattere per la gloria finale
e il prezzo che pago è di solo apparire.
di Gianni Ianni