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Malasanità. Stampa E-mail
Scritto da Federica Rubini   
Lunedì 06 Giugno 2011 17:43

Lettini nei corridoiNonostante tutti i progressi e le scoperte che la medicina fa, esistono ancora episodi di malasanità, così si ha un paradosso: da una parte si avanza nel campo medico, dall’altra si ha come un peggioramento.

 

Per malasanità  si intendono i servizi - in questo caso l’operato di un medico - che causano danni a terzi perché non messi in pratica in modo diligente.

Quali sono gli elementi che potrebbero arginare questo fenomeno?

PIU’ CONTROLLI

In molti casi, i figli o i nipoti seguono le orme dei propri parenti che lavorano già nel campo medico; in alcuni casi però, gli studi si faticano a portare a termine e così i parenti che fanno già parte dell’ambiente mettono “una buona parola” perché essi possano completare il loro percorso didattico… Queste persone, che si sono laureate solo perché hanno parenti influenti e con un nome, sono soggetti incompetenti nel lavoro che andranno a svolgere e saranno poi gli “specialisti” che dovranno operare e visitare i pazienti!

Mettere fine a queste raccomandazioni potrebbe essere già un buon inizio per arginare il problema.

Inoltre il controllo dell’operato dei medici è fondamentale anche all’interno delle strutture ospedaliere, come ha dimostrato il recente fatto di cronaca, in cui i pazienti venivano operati senza che ce ne fosse bisogno ma solo per guadagnare più soldi.

Maggiori controlli, servirebbero ad arginare anche quei finti medici che non hanno mai studiato o preso lauree nel campo sanitario, che però esercitano ugualmente la professione per scopi lucrativi, inscenando una vera e propria truffa ai danni dei pazienti (Info: Articolo pubblicato su La Repubblica del 28 Maggio 2010).

PIU’ ETICA

Come nel caso precedentemente menzionato, operare per soldi, facendo subire un trauma al paziente, è senza ombra di dubbio un modo di lavorare senza etica professionale!

Altro modo per svolgere questo lavoro, pensando solo al proprio profitto è senz’altro quello di prescrivere farmaci solo perché il medico in questione coltiva “buoni rapporti” con le case farmaceutiche o le stesse farmacie.

Le liste d’attesa per eseguire degli esami clinici è spesso lunga e talvolta il problema è la carenza di personale… E’ una mancanza di rispetto nei riguardi del paziente e soprattutto di etica lavorativa, se la carenza di personale diventa assenteismo perché i medici sono a lavorare nei loro studi o nelle cliniche private.

La mancanza di etica si è dimostrata anche nel caso della lite in sala parto, dove sia madre che figlio hanno avuto ripercussioni gravi sul loro stato di salute, essendo i medici troppo impegnati a picchiarsi, per prestare loro soccorso: i propri problemi, in un lavoro come questo, devono rimanere fuori dalle mura ospedaliere e se i propri grattacapi sono legati ad un collega, esiste sicuramente tempo e modo migliore per chiarire.

PIU’ ATTENZIONE

E’ successo anche che ci fossero casi in cui il paziente, dopo aver subito un intervento, si ritrova di nuovo sotto i ferri per asportare del materiale ospedaliero che era stato dimenticato all’interno del corpo del paziente. In un caso in particolare, dopo aver effettuato controlli approfonditi, si è scoperto che il rapporto fatto dopo l’intervento dichiarava numeri di materiali errati e nessuno si era accorto che invece una garza era rimasta all’interno della paziente…

Rifiuti accanto ai pazientiCi sarebbe bisogno di maggior scrupolosità anche e soprattutto nell’effettuare gli esami: scambio di identità (come ad esempio esami che vengono dati alle persone sbagliate con notevole perdita di tempo e violazione della privacy) e prognosi errate purtroppo sono all’ordine del giorno.

Un altro punto importante sarebbe anche controllare lo stato della salute mentale delle persone che vengono assunte all’interno delle strutture ospedaliere: come nel caso dell’infermiere con problemi psichici che ha rapito un bambino nato da poche ore.

Sicuramente maggiore attenzione deve essere posta anche nella diagnosi delle patologie. Nel caso della celiachia ad esempio, l’intolleranza al glutine, si riscontra il 20% delle diagnosi errate (come si evince dall’articolo pubblicato su Radio RMT il 14 Ottobre 2010) in quanto un numero infinito di diagnosi ogni anno, in tutta Italia, viene sbagliata, con conseguenze inevitabili sulle cure e sulla salute del paziente.

PIU’ IGIENE

Sembra scontato che in un ospedale, deve essere tutto antisettico per evitare l’insorgere di infezioni nei pazienti, ma i fatti riportati dai telegiornali, dicono il contrario.

Inoltre, in alcuni servizi di Striscia La Notizia è stato dimostrato che in alcuni ospedali il trasporto dei rifiuti - tra cui i così detti “rifiuti speciali” - avviene con lo stesso ascensore che usano i malati, con pericolo di gravi ripercussioni sulla salute degli stessi.

Senza contare che a volte si può trovare sudiciume anche in corsia.

PIU’ ORGANIZZAZIONE

La sottoscritta ha provato in prima persona l’inefficienza delle strutture sanitarie: ho accompagnato la mia più cara amica al pronto soccorso per uno sfogo cutaneo, causato a una reazione allergica ad un farmaco.

Siamo entrate in ospedale che stavano per scoccare le ore 14 e siamo uscite da lì alle ore 21 passate.

Prima che la mia amica fosse ALMENO visitata, abbiamo dovuto attendere 3 ore, con il rischio che la reazione allergica potesse peggiorare e scatenarsi lo shock anafilattico (e non c’è certo bisogno di una laurea in medicina per capire questo!), senza contare che l’allergia continuava a peggiorare. L’unico aiuto che è stato dato, in concreto, durate l’attesa, è stato il ghiaccio, che non ha arrestato, ma solo rallentato l’espandersi delle chiazze rosse e delle bolle, di cui la mia amica era completamente cosparsa su tutto il corpo.

Una volta uscite dall’ospedale, il bilancio è stato questo: 7 ore all’interno della struttura sanitaria SOLO per essere sottoposta a 3 flebo e avere la ricetta delle medicine da assumere nei giorni seguenti…

Non è di tanto tempo fa la notizia di una donna che è MORTA all’interno del pronto soccorso… Perché viene chiamato PRONTO SOCCORSO, se la gente rischia di morire o muore per la troppa attesa??? Mentre aspettavamo io e la mia amica abbiamo ipotizzato (solo ipotesi, visto che nessuno cerca di arginare tale problema) che se facessero un’altra ala del pronto soccorso a uso esclusivo degli anziani ci sarebbe sicuramente meno tempo da attendere, oppure un’ala diversa per ogni codice (a ogni paziente viene attribuito un codice cromatico a seconda della gravità del suo malessere) visto che il solo utilizzo dei codici, non serve a risolvere il problema. Poi, è chiaro che ci sono casi che devono avere la precedenza, ma non si può stare in un ospedale 13 ore, come ha detto di essere stata in un’altra occasione, una signora lì presente…

PIU’ MATERIALE ED EFFICIENZA STRUTTURALE

In alcuni casi i reparti mancano di materiale strettamente necessario alla buona riuscita dello stesso:  mi è stato segnalato, infatti, che un reparto di cardiologia, era sprovvisto di “striscette” per misurare la glicemia dei pazienti, fondamentali per la cura dei pazienti.

Della stessa gravità o peggiore è quando si hanno i macchinari adatti ma non il personale specializzato per utilizzarli o non si hanno gli apparecchi occorrenti o la struttura non ha adeguati reparti per affrontare tutti i casi che invece dovrebbe saper gestire.

Triste è quando invece la sanità si piega davanti ai soldi o a nomi importanti di chi viene ricoverato: http://www.giornaleilcalabrone.net/spazio-aperto/565-la-principessa-e-la-povera.html

In alcune strutture è impossibile trovare un posto letto libero e le tubature e tutta la struttura generale è in condizioni pessime. Sempre a Striscia La Notizia è stato fatto vedere che in certi ospedali i prelievi vengono fatti nelle corsie con la collaborazione dei pazienti, che tengono le fialette.

PIU’ SOLDI

I tagli che hanno riguardato il nostro paese riguardano anche la sanità. A Striscia La Notizia, sono stati diversi i casi in cui hanno trasmesso le proteste di persone contrarie alla chiusura di questo o quell’altro reparto, che spesso si rivelano proprio i più efficienti e specializzati:

 http://www.giornaleilcalabrone.net/spazio-aperto/531-e-ingiusto-chiudere-il-reparto-di-ostetricia-e-ginecologia-dellospedale-di-acri.html

Malasanità in ItaliaE’ ingiusto tagliare i fondi alla sanità e incostituzionale, perché saranno solo le persone che possono affrontare una certa spesa economica a potersi curare.

A quali conseguenze va incontro una persona che viene colpita dalla malasanità?

Le conseguenze sono molteplici e colpiscono molti campi: in primis, lo stato di salute che talvolta può peggiorare fino a portare la persona alla morte, come il caso in cui un’infermiera si sbagliò ad etichettare una sacca di sangue e questa finì per contagiare con l’HIV dei pazienti bisognosi di una trasfusione.

Altro punto importante sono le conseguenze sulla psiche della persona colpita: oltre a manifestare sfiducia nei medici, porta sicuramente rabbia e senso di impotenza, ma non solo ai soggetti colpiti in prima persona, ma anche alle persone che stanno loro vicino.

Non è da sottovalutare anche il lato economico per affrontare nuove cure mediche o per iniziare le procedure per ricorrere a vie legali.

Chi si ritrovasse ad essere colpiti da episodi di malasanità e dovesse ricorrere alle vie legali, può rivolgersi ad un avvocato o al centro per i diritti del malato (sito: http://www.centroperidirittidelmalato.it/)

Si calcola che siano circa 90 i decessi al giorno per colpa della malasanità quindi se un medico non viene denunciato può ritrovarsi nella stessa situazione un altro paziente!

E’ da ricordare che i casi di malasanità vanno a colpire anche quei medici che invece eseguono il loro lavoro con scrupolosità e con rispetto per i pazienti: in confronto a tutte la pratiche che vengono svolte giornalmente quelle di malasanità, sono solo una piccola percentuale.

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