di Nino Alampi
Chi sono gli uduchà? Per chi scrive di musica, sono soprattutto quattro ragazzi di Bari capaci di una coraggiosa e interessante autoproduzione, per chi suona, un buon esempio da imitare, per chi li ha visti esibirsi dal vivo, sono energia pura, strumenti del ritmo, sono battere e levare, sono tempo e controtempo proprio come il suono del loro nome: uduchà.
I sei pezzi del loro CD (purtroppo difficilmente reperibile nei negozi), rappresentano pienamente le capacità espressive del gruppo. Ska, reggae, samba, salsa e miriadi di altre influenze sonore africane, caraibiche, latine condiscono il “reggae bahiano” degli uduchà.
Tre bravissimi percussionisti e una chitarra avvolgente scandiscono il ritmo trascinante di brani in cui i cori e le doppie voci si intrecciano a formare un vasto mosaico di atmosfere musicali.
La positività dei testi, ironici e spensierati, accompagna l’ascoltatore tra le spiagge del Caribe, tra i mercatini di Rio, tra i villaggi africani i cui suoni riecheggiano nelle ritmiche e nelle melodie dei quattro ragazzi di Bari.
Dalla batteria alle congas fino ai bidoni (le possibilità ritmiche degli uduchà sembrano essere infinite), ascoltando questo album, si ha la sensazione di viaggiare, non solo tra le tradizioni musicali di popoli lontani, ma anche nel tempo, alla ricerca di quel battito primordiale che è alla base della musica, della vita, di tutto.